La candela illuminava appena la stanza, drappi neri erano posizionati alle finestre. Su questo lei era stata chiara, non doveva filtrare nessuna luce o l'incantesimo non sarebbe riuscito.
Era la notte di Halloween, il giorno in cui i morti tornano sulla terra per dare tormento ai vivi, non c'era momento migliore per chiamarla, le tre ragazze lo sapevano benissimo. Già era stato difficile entrare nella casa abbandonata, per non parlare poi della diffidenza dei genitori a farle andare a dormire a casa di un'amica e, in effetti, lei era diventata un'amica per loro dopo le ore passate a chiamarla e a parlare attraverso la tavola! E pensare che i loro coetanei la usavano come un gioco, invece per loro era molto di più, era la strada verso il successo e la libertà, in fondo per delle dodicenni costrette a vivere in una piccola città non c'è nulla di meglio che avere qualcuno che, non solo le capisce, ma le aiuta a fuggire da quella vita sempre uguale fatta di scuola, compiti e uscite al parchetto vicino casa. Così si erano riunite lì, nella vecchia casa disabitata da anni, avevano portato le candele, le coperte e qualche dolcetto per ingannare l'attesa, in fondo era pur sempre la notte dei "dolcetto o scherzetto"!
La mezzanotte si avvicinava e le ragazze si posizionarono di fronte allo specchio, l'unico oggetto che, stranamente, si era salvato dalle razzie nel corso degli anni. Si presero per mano al primo scoccare dell'ora e, in circolo, pronunciarono la formula per far apparire Elisa dall'altro lato del vetro. Ognuna di loro doveva pronunciarne il nome per tre volte, girando su se stessa e poi tenendosi per mano avrebbero dovuto fissare lo specchio. Un po' di timore serpeggiava per la stanza, ma nessuna voleva far vedere alle altre di aver paura, così il rito fu compiuto.
Un urlo riempì l'aria quando un soffio di vento spense la candela, tre teste si voltarono all'unisono verso lo specchio, in tempo per vedere l'immagine sfocata di una bimba in abiti vittoriani che, sorridendo, mostrava loro delle piccole ed affilate zanne...
Solo il giorno dopo chi cercava le ragazzine entrò nella casa, ma lì c'erano solo delle vecchie coperte, alcune candele consumate dal tempo e dalle termiti, null'altro, se non tre piccoli specchi ormai rovinati, arredava la casa.
Era la notte di Halloween, il giorno in cui i morti tornano sulla terra per dare tormento ai vivi, non c'era momento migliore per chiamarla, le tre ragazze lo sapevano benissimo. Già era stato difficile entrare nella casa abbandonata, per non parlare poi della diffidenza dei genitori a farle andare a dormire a casa di un'amica e, in effetti, lei era diventata un'amica per loro dopo le ore passate a chiamarla e a parlare attraverso la tavola! E pensare che i loro coetanei la usavano come un gioco, invece per loro era molto di più, era la strada verso il successo e la libertà, in fondo per delle dodicenni costrette a vivere in una piccola città non c'è nulla di meglio che avere qualcuno che, non solo le capisce, ma le aiuta a fuggire da quella vita sempre uguale fatta di scuola, compiti e uscite al parchetto vicino casa. Così si erano riunite lì, nella vecchia casa disabitata da anni, avevano portato le candele, le coperte e qualche dolcetto per ingannare l'attesa, in fondo era pur sempre la notte dei "dolcetto o scherzetto"!
La mezzanotte si avvicinava e le ragazze si posizionarono di fronte allo specchio, l'unico oggetto che, stranamente, si era salvato dalle razzie nel corso degli anni. Si presero per mano al primo scoccare dell'ora e, in circolo, pronunciarono la formula per far apparire Elisa dall'altro lato del vetro. Ognuna di loro doveva pronunciarne il nome per tre volte, girando su se stessa e poi tenendosi per mano avrebbero dovuto fissare lo specchio. Un po' di timore serpeggiava per la stanza, ma nessuna voleva far vedere alle altre di aver paura, così il rito fu compiuto.
Un urlo riempì l'aria quando un soffio di vento spense la candela, tre teste si voltarono all'unisono verso lo specchio, in tempo per vedere l'immagine sfocata di una bimba in abiti vittoriani che, sorridendo, mostrava loro delle piccole ed affilate zanne...
Solo il giorno dopo chi cercava le ragazzine entrò nella casa, ma lì c'erano solo delle vecchie coperte, alcune candele consumate dal tempo e dalle termiti, null'altro, se non tre piccoli specchi ormai rovinati, arredava la casa.
Le ragazze non furono mai ritrovate e ancora non si sa che fine abbiano fatto.

Nessun commento:
Posta un commento